Discussione: Io c'ero!
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Vecchio 17-03-2011, 18:25
Roberto48 Roberto48 non è in linea
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Wink Cogoleto 2011

La prima volta è sempre problematica,
Non ero proprio sicuro che una volta arrivato a Cogoleto mi sarei buttato nella mischia. Son partito da Taggia sotto la pioggia e avevo preso il viaggio più come una voglia di stare a vedere gli esperti in azione che non cercare nuove e dirette emozioni. Nel savonese aveva smesso di piovere e così certe idee avevano cominciato a ronzarmi in testa rafforzandosi.
Arrivato sul lungomare di Cogoleto la vocina dell'orgoglio mi ha sussurrato: “Se non ti butti sei un pirla” e così ho girato senza esitazione parcheggiando la 313 nell'area riservata ai partecipanti per scongiurarne l'ipotesi. Sono sceso dalla macchina con un dominante senso di déjà vu. In effetti avevo già vissuto quel momento, a 18 anni di età, il giorno che ero sceso dalla macchina dopo aver dato l'esame di guida ma questa volta ero decisamente più emozionato.
Ho cercato tutt'attorno qualche volto conosciuto ma ho incontrato solo facce sorridenti e cordiali che mi hanno inconsapevolmente rasserenato rallentandomi il tremito alle ginocchia.
Espletate le esigenze di iscrizione e ottenute le necessarie informazioni sul percorso, mi son messo religiosamente in coda per entrare. Fortunatamente il ragazzo che mi stava davanti è sceso precipitosamente dal suo Toy per andare a bloccare i mozzi anteriori. L'ho ringraziato scendendo a mia volta. Una sicura figura da pivello scongiurata.
Il caldo benvenuto me l'ha dato il superamento del torrentello d'inizio percorso. Cercando di carpire le maggiori informazioni possibili dall' esploit del Toy che mi precede penso di aver individuato il percorso ottimale. Scendo nel greto toccando col muso da tutte le parti, cerco di posizionarmi al meglio, ingrano la 1^ e parto deciso.
La 313 mostra subito di che pasta sia fatta ma arrivato ad un metro dalla cima pianta le ruote nella terra e comincia a scavare.
Con la coda dell'occhio intravvedo delle teste sorridenti che si muovono a destra e sinistra intuendo che non ce l'avrei fatta mai. Vista la mia faccia disperata un assistente mi dice “Hai levato troppo presto”. Se mai l'avessi fatto era stato certamente al di là di ogni mia intenzione. Fifa subconscia?
Ingrano la retro e torno alla base.
Guardo meglio il percorso e mio chiedo come mai non ce l'avessi fatta. Decido di tentare sulla sinistra sfruttando un grosso pietrone piatto e seguendo l'indicazione di un braccio amico che me la stava ad indicare. Un' altra mano amica mi indica un V di vittoria. Mi carico come un archibugio e ci ridò dentro a tutta manetta. La 313 schizza via come un pallino ma arrivati alla cima ridichiara forfait.
La prima volta me la sarei aspettata ma questa seconda sconfitta stava minando le mie certezze.
La vocina che mi aveva dato del pirla sul lungomare “se non avessi....” ora mi sussurra, “Cretino, non era la V di Vittoria, era il 2 di seconda!”.
Il tipo della V mi ripropone la segnalazione, così, incredulo, butto la testa fuori dal finestrino e grido “Seconda?”. “Si, si, vai con la seconda” mi risponde. Di rincalzo l'assistente con i capelli bianchi come i miei mi urla “ Tieni schiacciato come se avessi 18 anni!”.
Incredulo ma fiducioso ( non so come si possa esserlo contemporaneamente), ingrano la 2^, punto nuovamente sulla destra e parto a palla.
Pensavo che con la 2^ il povero Samurai sarebbe stato meno brillante ed invece è partito come un F104, ha sbarazzato buchi e sassi ed è saltato sulla cima come una cavalletta.
Mi è sembrato di aver conquistato il mondo. Ho ringraziato i presenti e se fossi stato un gatto sarei andato avanti a coda diritta, padrone della situazione.
Ma i timori non erano ancora sopiti. Avevo sempre sentito parlare dei twist ma non ne avevo mai affrontati e sapevo che ce ne sarebbero stati certamente alcuni ad aspettarmi. Li ho affrontati cercando di tenere la 313 il più in piano possibile e sono passato col fiato sospeso ma senza problemi. In effetti non erano poi tanto cattivi, negli anni precedenti il percorso doveva essere stato molto più accidentato a giudicare dai video nei quali avevo fatto full immersion nei giorni precedenti.
Il primo giro l'ho completato scegliendo il percorso soft quando finalmente ho intravvisto la Patroliera di Gabriele. Un faro nella notte. Ho parcheggiato con la speranza di riuscire a smaltire almeno il primo ettolitro di adrenalina.
La grande esperienza è stata proprio questo primo giro in solitaria e lo stress è stato talmente elevato che per la giornata mi sono sentito appagato.
Ho fatto altri tre giri sempre seguendo gli amici e misurandomi anche con la parte più hard, anzi no, con la parte sassosa, riuscendo anche a rimanere appeso sul muretto di uscita ma nulla di paragonabile all'esperienza della prima rampa.
La seconda volta che ho affrontato la rampa d'inizio, l'ho superata nuovamente al terzo tentativo ma le altre due volte successive la mia 313 ed io abbiamo avuto la meglio al primo tentativo e così mi sono ritenuto soddisfatto.
Due giorni dopo, smaltita tutta l'adrenalina e ripensando all'esperienza fatta, mi son reso conto di aver sfruttato la situazione solo in piccola parte. Avrei potuto sperimentare anche tutte le piccole variantine proposte ma questo sarà materiale per i prossimi incontri.
Ciao CM!!!
Roberto
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